giovedì 18 gennaio 2007

Il Palio più antico nel Mondo

Il tradizionale Palio di San Giorgio si correva abitualmente lungo la via Grande ( attuali vie Ripagrande-Carlo Mayr) parallela alla riva del Po, partendo dal borgo della Pioppa fino a Castel Tedaldo( attuale zona dell’acquedotto). Nel 1391, quando il marchese Alberto d’Este ritornò da Roma (dove Papa Bonifacio IX gli consegna la “ Rosa d’oro”, segno di distinzione della Santa Sede e la bolla ” In supreme dignitatis ” con la quale Ferrara veniva autorizzata ad aprire una sua Università) vengono organizzate in suo onore tre corse di cavalli, una di asini, due di uomini ed una di donne. Celebri, nella storia la parata ed il Palio del 1471 in onore di Borso d’Este che ritornava da Roma dopo aver ottenuto da Papa Paolo II il titolo di duca di Ferrara ed altri privilegi. Grande risonanza ebbero le corse al tempo del duca Ercole I (1471-1505) e della moglie Eleonora d’Aragona: se Ercole era fuori città era la duchessa che faceva proclamare il bando del Palio e che presenziava alle corse. Delle corse al palio è rimasta memoria negli affreschi del Salone dei mesi di Palazzo Schifanoia dove sono raffigurati uomini, donne, il duca Borso, la corte, dame e nobili cavalieri che assistono dai balconi dei loro palazzi sullo sfondo di una città addobbata a festa. Durante il Rinascimento le corse ferraresi erano rinomate anche perché molte famiglie nobili vi partecipavano con i cavalli delle loro scuderie . Nel 1466 re Ferdinando di Napoli volle provare a Ferrara la velocità dei suoi cavalli; nel 1475 i Gonzaga, marchesi di Mantova, parteciparono al palio con 19 cavalli vincendo l’ambito drappo, mentre il secondo posto fu appannaggio di un cavallo di Sigismondo d’Este; nel 1499 la vittoria arrise ad un cavallo di Isabella d’Este.
Per quando riguarda la corsa delle putte, che si correva da Santa Maria della Bocche alla porta Gusmaria; ci rimane un editto con il quale il duca Ercole I invitava qualunque persona ”de qualunque borgo della sua città sua de Ferrara a mandare soe pute de anni XII in suso a correre al palio insieme ad altre ragazze boneste ed dabene “ .La prima arrivata avrebbe ricevuto un braccio di panno verde e alle successive quindici il duca avrebbe offerto pignolato novo per un guarnello : quel 23 Aprile 1476 corsero ben 57 ragazze. La corsa degli uomini si teneva dall’angolo di San Pietro alla porta di Gusmaria, mentre quella degli asini si svolgeva dalla porta di Sotto alla porta di Gusmaria. Durante il XVI secolo il campo delle corse venne spostato nelle strade più ampie dell’Addizione Erculea, realizzata da Biagio Rossetti, dalla Giovecca alla via degli Angeli (attuale corso Ercole I d’Este) ed alla via di San Benedetto. Dopo la devoluzione dello Stato Estense alla Santa Sede ( 1598) le feste continuarono ma erano più che altro legate alle allegrezze del carnevale. Negli anno ’30 Guido Angelo Facchini riprese la tradizione estense che, dopo un’altra lunga interruzione venne ripristinata del 1967.